L’Oceano Indiano bagna, a uno a uno, i circa mille e cinquecento chilometri di costa mozambicana – un’estensione ragguardevole. Ancor di più se consideriamo le isole sparse lungo questa costa, innumerevoli. E molto, molto di più se teniamo conto delle storie che questo semplice fatto ha alimentato nell’immaginario del presente e del passato. Un’acqua tranquilla che sa infuriarsi. Azzurra, se riflette il sole, tante volte livida, intorbidita da tutto quello che la costa lascia fluire dalle sue liquide vene – terre e cespugli, memoria e morti affogati, intrighi e ricerche – che qui si aprono a nutrirla.
Sono questi gli Indizi Indiani, e li ho organizzati in due volumi, seguendo un criterio meramente geografico. La prima parte, Settentrione, vaga lungo le coste e le isole del lontano nord mozambicano. La seconda, Meridione, con le storie della baia una volta chiamata Delagoa.[…] All’origine di tanti nomi e tanti incontri, di tanta diversità, c’è sempre lui, il mare.
João Paulo Borges Coelho